Il monopattino in città

Siamo abituati a considerare il monopattino un passatempo da bambini. Eppure quando sono stato bimbo io, negli anni ’80, di monopattini non se ne vedevano proprio in giro. Per la nostra generazione le tavole con ruote e manubrio vivevano nei racconti di genitori e nonni, insieme ai carretti fatti coi cuscinetti a sfera. Da qualche anno invece se ne vedono di ogni forma e colore, condotti da bimbe e bimbi felicissimi e scatenati.

E gli adulti?

Si sa che la mania della “trottinette” è già scoppiata in Francia e lo testimonia l’aumentata offerta di monopattini per adulti dell’onnipresente catena di vendita di articoli sportivi d’oltralpe, tanto che anche in Italia si cominciano a vedere adulti bilanciarsi timidamente sui monopattini Oxelo.
Per rendersi conto di quanto sia diffuso nei paesi europei l’uso del monopattino compatto e pieghevole in città e della sua versione ‘sportiva’ per attività agonistiche basta fare una ricerca per le parole kickscooter (monopattino in inglese) o kickbike/footbike (l’equivalente ‘sportivo’); quello del monopattino è un mondo molto più vasto di uno scaffale di Decathlon.
Non so quale sia il trend di questo fenomeno in Italia, ma se si cerca la parola “monopattino” in rete si trovano quasi esclusivamente riferimenti a veicoli con motore elettrico, e pochissimo esce fuori sul monopattino a spinta vero e proprio. Da noi se non ti metti un motore sotto il sedere non ti senti vivo.

Immagino che un ostacolo alla diffusione dell’uso del monopattino a spinta tra gli adulti consista nell’imbarazzo che si prova nel farsi vedere in giro impegnati in un’attività considerata dai più inutile e infantile. Eppure, una volta superata l’insicurezza, infischiandosene della probabilità di diventare oggetto di scherno da parte di qualche idiota attaccabrighe, che si rivela alla fine molto bassa, si incomincia a intravedere il potenziale del mezzo di trasporto.

Perchè non la bicicletta?

Monopattino Hulam

Ci si può chiedere che senso abbia esporsi al publico ludibrio quando si può tranquillamente usare una bicicletta come mezzo di trasporto alternativo all’automobile o al mezzo pubblico. A parte che andare in monopattino può essere divertente quanto e più della bici, confrontare monopattino e bicicletta non è come confrontare mele piccole con mele grandi, ma come mischiare mele con pere.

La bicicletta è più veloce ed efficiente, punto. In condizioni di traffico veicolare intenso, la bicicletta può avere velocità commerciali superiori a quelle dell’automobile, punto. Con la bicicletta puoi andare molto lontano, punto. La bicicletta ti consente di portare, nei limiti,  una quantità ragionevole di bagaglio. Il monopattino compatto non può competere in questo (in realtà un monopattino sportivo/footbike consente di percorrere agevolmente anche grandi distanze), e portarsi appresso più di uno zaino può essere complicato, ma ha altri vantaggi:

  • innanzitutto è leggerissimo (anche fino a solo 5kg) e piccolissimo quando viene piegato, per cui ha le caratteristiche perfette per essere trasportato a mano e portato sul mezzo pubblico, o se proprio non si può rinunciare all’automobile per parte del tragitto, lo si può riporre comodamente nel portabagagli di qualsiasi utilitaria. In questo non c’è confronto con le biciclette pieghevoli, che sono molto più pesanti e ingombranti (e costose), e non sempre comode da chiudere e riaprire velocemente se, ad esempio, occorre prendere al volo l’autobus della speranza;
  • escludendo i piccoli monopattini e le biciclette per bambine e bambini, che non hanno alcuna limitazione, l’assenza di legislazione chiara in materia non impedisce in senso assoluto l’uso di un monopattino per adulti su un marciapiede. A differenza della bicicletta, il monopattino ha il divieto assoluto di andare per strada;  come la bicicletta, in assenza di segnaletica di divieto specifica, può essere condotto senza problemi nelle aree pedonali (non i marciapiedi); a differenza della bicicletta, che non può assolutamente andare sul marciapiede a meno che non venga condotta camminando,  per il monopattino, come per le tavole (skateboard) e per i pattini, il Codice della Strada prescrive il divieto di percorrere il marciapiede condizionatamente al’eventualità che questo comporti un pericolo per i pedoni (art.190 comma 9). Per come la vedo io, quindi, una persona in monopattino è un pedone su ruote, non più pericoloso di un runner che si allena, quindi soggetto alle stesse regole di circolazione del pedone, compreso l’attraversamento su strisce, il rispetto dei semafori pedonali e dell’incolumità degli altri pedoni. Tuttavia per il monopattino ‘sportivo’ o la footbike, dotati di sistemi di frenamento efficienti e segnalazione luminosa efficace, sono allo studio modifiche del codice della strada che li equiparino alle biciclette (ad esempio vedi Proposta di modifica 2.69 al DDL 1638);
  • la manutenzione di un monopattino è semplice. Se si escludono i freni sui monopattini sportivi, non c’è quasi nulla che richieda complicate regolazioni o registrazioni, niente catene, cavi, cambio, grasso. I piccoli monopattini compatti hanno ruote piene in poliuretano, quindi non occorre neanche controllare la pressione degli pneumatici;
  • un monopattino compatto o un piccolo monopattino sportivo pieghevole puoi portartelo sempre appresso, tenertelo sotto la scrivania, trascinartelo come un trolley in un negozio, senza bisogno di cercare rastrelliere, pali, ringhiere a cui legarlo nella speranza di ritrovarlo all’uscita.

L’ultimo miglio (o il primo, o quello in mezzo)

Monopattino nel traffico

L’uso ideale per un monopattino compatto è su tragitti brevi fino a circa 2km, laddove il percorso offra marciapiedi ben tenuti e pochi ostacoli. Ad esempio, quelle 4 fermate di autobus finali che richiedono sempre 20 minuti a causa del traffico  intenso possono essere percorsi in metà tempo in monopattino.

Oppure, se pacheggiare l’automobile in prossimità del luogo di lavoro è un’impresa dall’esito imprevedibile, invece di girare in tondo mezz’ora, contribuendo inutilmente al traffico e buttando salute e denaro dallo scarico del gas, si può lasciare l’auto ad un paio di chilometri di distanza, dove magari sappiamo che c’è sempre qualche bel posto libero.

Se il tram ti porta ad un paio di chilometri di distanza dalla destinazione, invece di aspettare un altro autobus che ti porterebbe lì ma che non passa mai, puoi decidere di camminare mezz’ora o fartela in monopattino in soli 15 minuti.

Il monopattino permette di velocizzare lo spostamento su tutti quei brevi tratti lungo i quali il trasporto convenzionale cittadino è estremamente inefficiente. Per questo motivo i monopattini pieghevoli per adulti all’estero sono anche chiamati “urban kickscooters”. Se tra andata e ritorno risparmiamo mezz’ora ogni giorno per cinque giorni a settimana per 45 settimane l’anno, ogni anno si guadagnano quasi cinque giorni di tempo.

Se non si ha modo o voglia di mettersi su una bicicletta (che ripeto, è spesso la scelta più efficiente in termini di velocità media nel traffico congestionato delle ore di punta) un monopattino compatto ti migliora notevolemente la qualità della vita.

Pedone su ruote o ciclista senza pedali?

Ho cominciato col monopattino proprio per i motivi appena descritti. Ho voluto provare un po’ per gioco, pensando che avrei poi relegato l’uso del trabiccolo alle uscite domenicali con la famiglia in alternativa alla bici. Invece il trabiccolo (un Oxelo Town 9 Easy Fold di Decathlon) mi è piaciuto assai. Ho cominciato ad utilizzarlo per distanze più lunghe ed insieme alle enormi potenzialità ne ho sperimentato subito i limiti evidenti, non del modello specifico ma della tipologia di ‘veicolo’.

Come ho scritto sopra, per brevi distanze sono fenomenali, ma c’è bisogno di marciapiedi ben tenuti, di rampe fatte bene (e di automobilisti e motociclisti che non ci parcheggino sopra) altrimenti il viaggio diventa un continuo monta/smonta dalla pedana. Lungo il tragitto che percorro ogni giorno ci sono lunghi tratti di marciapiede  in condizioni davvero pietose. Sulle distanze lunghe non si riesce a tenere un buon passo, e l’attenzione necessaria a scansionare continuamente il terreno di fronte alla ruota anteriore, al fine di evitare radici o piccoli ostacoli che possano bloccare la routa dura da 8″, è stancante.

Ovviamente sui sampietrini tutti storti diventa quasi inutilizzabile. Su asfalto vecchio le crepe in senso longitudinale sono micidiali, la ruota anteriore è larga solo un paio di centimetri e si incastra facilmente. In autunno le foglie possono coprire buche abbastanza profonde da bloccare improvvisamente la ruota anteriore e lanciarti oltre il manubrio.  Se vai piano non c’è problema, ma sulla lunga distanza il monopattino diventa inutile se non si riesce a procedere ad un buon passo con continuità. Per cui ci si rassegna all’uso per “l’ultimo miglio” oppure si cerca qualcosa di meglio.

Devo citare un’altra situazione che rende il monopattino pieghevole con ruote dure in poliuretano, tipo Decathlon per intenderci, inutilizzabile per distanze più lunghe, ed è la pavimentazione bagnata.  Molti marciapiedi sono ricoperti d’asfalto ruvido, ma laddove hanno fatto le cose per bene e hanno pavimentato con lastre più lisce, oppure sui tombini, a anche semplicemente su uno strato di foglie in autunno, l’aderenza del poliuretano risulta molto compromessa sul bagnato. Con sole due ruote in linea scivolare in curva non è un’evenienza rara, per cui o si fa molta attenzione, si va piano e si tiene sempre la gamba di spinta all’interno delle curve oppure si smonta e si conduce a piedi.

Si può fare!

Monopattino Kostka Rubik 4

Si può  godere dei vantaggi (compattezza, agilità) e del piacere del kickscooter, senza gli svantaggi appena elencati. Cercando in rete si trova un mondo. In Olanda e in Repubblica Ceca il monopattino non è uno sport nazionale ma quasi. L’inventore della kickbike, e della relativa discipina sportiva, è un finlandese che cercava un metodo d’allenamento per lo sci di fondo d’estate in assenza di neve. In Germania, Austria e Francia le città pullulano di pazzi in monopattino. Per fortuna quindi l’offerta di modelli fuori dai confini nazionali è vastissima.

I sopracitati problemi del monopattino si risolvono con ruote più grandi e pneumatici. Ad esempio,  in Polonia vicino Varsavia ci sono aziende (Hulam e Hoolay) che producono dei bellissimi modelli di kickscooter con pneumatici da 12″.  La mia esperienza personale riguarda in parte proprio uno di questi modelli. Altro che ultimo miglio, con questi è talmente un piacere andare che fermarsi per prendere la metro è un peccato.  Agile e veloce, è anche un piccolo carro armato: va sul sampietrino che è un piacere, digerisce la maggior parte delle pavimentazioni e, al contrario del monopattino Oxelo, che non tollera asperità, permette di procedere con ritmo costante, facendo giusto attenzione a non buttarsi giù nelle buche più profonde. In caso di pioggia e pavimento bagnato non perde un filo di aderenza. Automobile, addio! Metropolitana, ci rivediamo quando capita! Autobus, non ti considero proprio! C’è solo un problema: andare in discesa è elettrizzante ma ci sono complicazioni. La gravità fa il suo e il monopattino va che è un piacere, ma…

La maggior parte dei piccoli monopattini urbani (ad esempio quelli di Decathlon) sono dotati di un sistema frenante molto semplice, consistente in una piastra metallica, montata sotto il parafango posteriore. Quando si vuole frenare, si spinge con il piede sul parafango in modo che la piastra strofini sul copertone. In particolare, nel caso del monopattinone polacco tutto il parafango è in metallo e occorre pestare su di esso in modo che faccia attrito sul battistrada della ruota posteriore.

Questo tipo di freni a tampone funzionano perfettamente a basse velocità e sull’asciutto, ma perdono efficacia sul bagnato e sono completamente inutilizzabili quando ci si lancia giù per la Circonvallazione Gianicolense. In discesa la piastra metallica funziona solo come blando regolatore di velocità. Nelle frenate lunghe la piastra e il copertone diventano presto roventi col risutato che l’accoppiamento metallo/gomma diventa ancora meno efficace. Insomma, in discesa bisogna andare piano davvero, regolare la velocità fin dai primi metri altrimenti senza rendersi conto ci si può trovare a 25km/h praticamente senza freni, o quanto meno senza possibilità di avere distanze d’arresto decenti.

Ho usato il kickscooter polacco per un anno, e poi l’ho tradito. Questi modelli sono consigliatissimi per le distanze medie, ben oltre i due chilometri, ma sono meno che perfetti in discesa. Per garantire la sicurezza propria e degli altri, diminuire lo spazio d’arresto in frenata e permettere davvero di percorrere tragitti lunghi in città e farne un mezzo di trasporto veramente versatile occorrerebbero dei freni veri.

Alternative meglio dotate sotto questo punto di vista ce ne sono. C’è un produttore francese che produce un monopattino con ruote pneumatiche 12″ molto pratico e scicchettoso, con una linea West Coast e dotato di un normalissimo freno caliper sulla ruota anteriore (Boardy). Recentemente è entrato nel mercato anche un modello di una azienda torinese (Nito) che monta v-brakes anteriori e posteriori.

I bicipàttini

Monopattino al parco

Si può andare oltre. Esistono modelli di piccole footbike pieghevoli, con ruote da 16″ o da 20″ (con pneumatici ovviamente), telaio robusto, e dotati di freni veri come le biciclette. Questi bicipàttini garantiscono compattezza, agilità e robustezza. Alcuni si piegano e si riaprono in una manciata di secondi e sono perfetti per l’intermodalità. Grazie a ruote grandi e freni efficaci sono adatti ad un uso totale in città, anche su pavimentazione disastrata (alcune hanno anche una dotazione più off-road). E’ il formato di footbike ideale in ambiente urbano, mantenendo i vantaggi del monopattino compatto senza le limitazioni descritte, consentendo di estendere il raggio d’azione fino e oltre i 10km. Sono più pesanti (il mio pesa 8.5Kg, ma sempre molto meno di una buona bici pieghevole), ma alcuni, qundo sono ripiegati, possono essere trascinati in maniera molto comoda tipo trolley.

Si provi a vedere l’offerta di pieghevoli di produttori quali, fra gli altri, Mibo, Kostka, e Kickbike. Oltre questi modelli inizia il mondo delle footbike, con ruote grandi fino a 26″ e 28″ (altri produttori del settore sono Yedoo e Crussis, che però alla data in cui si scrive non offrono piccoli modelli pieghevoli).  Le footbike con ruote grandi sono adatte ad un’attività sportiva e ricreativa completa e appagante, per macinare chilometri in strada, per il downhill e il dog scootering ma, al contrario delle piccole pieghevoli, in tema di trasporto urbano direi proprio che cedano il passo alla più versatile bicicletta.

Usare i monopattini può essere un’esperienza di liberazione del tutto identica a quella descritta da chi decide di muoversi in bicicletta, con l’ulteriore vantaggio di non precludersi mai la possibilità di utilizzare il trasporto pubblico in caso di necessità. Possono rappresentare anche una soluzione al problema del parcheggio dell’auto privata e condivisa, che può essere tranquillamente lasciata nel parcheggio più comodo invece di quello più vicino, minimizzando la circolazione di veicoli inquinanti e permettendo un notevole risparmio di tempo.