Questione d’accento

Giusto per fare il precisetti e mettere l’accento al posto giusto, il termine “bicipàttino” è una parola macedonia ottenuta dalla contrazione di “bicicletta”“monopàttino”. Ho scelto questo nome per il sito perchè “monocletta” sarebbe stato orrendo.

Tuttavia, effettuando una ricerca su google di questo termine  ho scoperto che esiste nei vocabolari una parola omografa, “bicipattìno“, con accento sulla ‘i’ invece della ‘a’, che non sarebbe altro che il natante meglio noto con il nome di pedalò. Non ho proprio idea di quanta gente usi la parola bicipattìno per indicare l’imbarcazione a pedali, ma ora che sono venuto a conoscenza di questa cosa mi sento obbligato a riempire queste pagine di accenti per evitare l’equivoco.

Naturalmente uso un bicipàttino e non un bicipattìno per spostarmi in città, anche se chissà, forse un giorno sarà possibile percorrere il Tevere in pedalò da Castel Giubileo a Magliana (il massimo della mobilità sostenibile), cosa che invece posso fare agevolmente già ora con il bicipàttino, manutenzione della ciclabile permettendo. Anzi, quasi quasi domenica prossima…

2 risposte a “Questione d’accento”

    1. Ciao Ale, ho provato il primo monopattino un anno e mezzo fa. L’ho usato sempre più frequentemente fino a farne il mezzo di trasporto principale per i trasferimenti quotidiani.
      Il monopattino è veramente alla portata di tutti indipendentemente dall’età e dalla preparazione fisica. Si può andare un po’ più veloci che a piedi, o si può spingere fino a competere con un ciclista che non abbia troppa fretta.
      Anche se andare in monopattino è un gioco da ragazzi, fino a dieci anni fa questi aggeggi non erano molto diffusi, e molti adulti non sono naturalmente abituati a monopattinare come lo sono invece a pedalare in bicicletta, sulla quale invece saliamo quasi tutti per la prima volta in tenera età. All’inizio quindi è faticoso monopattinare per lunghe distanze, ma ci si fa il callo presto, soprattutto quando si impara a cambiare il piede d’appoggio, che altrimenti si stanca molto presto, e a spingere sia con la destra che con la sinistra. La seconda cosa è imparare a spingere con minor frequenza e lasciar scivolare di più il monopattino.
      Si può cominciare usandolo sui tragitti brevi, ad esempio per arrivare in poco tempo alla stazione della metro più vicina o per poter parcheggiare l’automobile un po’ più lontano, dove si trova posto con più facilità.

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